
| 08 - La chiesa di Via della Vigna Vecchia |
|
|
|
Una delle peculiarità della comunità dei Fratelli di Firenze, è quella di essere una delle più antiche – se non forse la più antica – fra le chiese evangeliche di lingua italiana in Italia, la quale si riunisce in uno dei locali di culto cristiani più antichi di Firenze, l’antichissima chiesa absidata di Sant’Apollinare, anteriore, secondo alcuni, alla dominazione bizantina, oppure eretta all’epoca di Teodorico (VI Sec. d. C.).
Siamo convinti e ci piace ance pensare che in quei tempi così remoti, questo fosse effettivamente il locale della Comunità Cristiana della città di Firenze (non si è a conoscenza che a quell’epoca ve ne fossero altri in attività).
Risulta che fosse priorato nel XII secolo; dopo avere subito diverse ristrutturazioni ed ampliamenti nel corso del XV secolo, ed essere passata ai frati Olivetani, nel 1755 venne sconsacrata ed ebbe il destino – singolare per quello che sarebbe diventato un locale di culto protestante – di essere adibita a tribunale e carcere dell’Inquisizione, il cui progetto venne affidato all’architetto Giuseppe Ruggeri. Nel 1782 il Granduca Pietro Leopoldo, illuminista e simpatizzante delle idee gianseniste, decretò la soppressione di tale medievale istituzione, e le carceri vennero trasformate in carceri civili per quanti venivano condannati per debiti. Nel XIX secolo tutte le Carceri vennero trasferite in una differente zona di Firenze, alle Murate. Cosa fare di questi locali? Venne l’unità Italiana, e la Capitale del nuovo regno fu trasferita per qualche tempo dalla Sabauda Torino a Firenze: un compromesso che riusciva a mettere d’accordo un po’ tutti – anche se per pochi anni: il partito filo – cattolico, che vedeva nella scelta di Firenze una definitiva rinuncia a Roma, ancora in mano ai papi, e il partito anti – cattolico, che vedeva in Firenze una tappa verso Roma. Ma non era chiaro – all’epoca – che sarebbe stata una soluzione di così breve durata, e un monumentale progetto urbanistico volto a dare al capoluogo Toscano una veste degna di una grande capitale europea fu affidato all’architetto Giuseppe Poggi: secondo il suo progetto tutti gli edifici che si trovavano nella zona – non solo Sant’Apollinare, ma anche il Bargello avrebbero dovuto
Fu proprio grazie ad un generoso prestito della Brown che nel 1880 poterono iniziare i lavori di ristrutturazione della chiesa. Il nuovo locale fu eretto – secondo i voleri del Rossetti, legato al movimento dei pre raffaelliti, e fautore di un’idea urbanistica molto diversa rispetto a quella del Poggi (sognava di dare a Firenze una veste il più possibile “dantesca”) – in stile Gotico – Toscano, sul modello – sembra – della trecentesca chiesa di S. Carlo dei Lombardi, in Via Calzaioli. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|




