
| 04 - Le prime missioni |
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Prima di proseguire questa breve storia,e di occuparci della scissione del movimento in due ali – una stretta e un’aperta – è necessario spendere alcune parole su quella che fin dalle origini fu una delle sue grandi vocazioni: quella missionaria. Fin dalle origini, l’opera delle Assemblee si delinea come un’opera dal carattere marcatamente missionario, e questo carattere – a differenza di altri caratteri (come quello pacifista) ugualmente presenti nelle origini del movimento, ma poi affievolitisi col passare degli anni – rimane tuttora una costante viva e sentita nell’ambito delle Assemblee. Parlare di questo aspetto ci porta nuovamente a parlare di A. N. Groves, che avevamo lasciato intorno al 1830, quando dovette rinunciare al sogno di entrare a far parte della Church Missionari Society a seguito della sua mancata ordinazione; dopo circa un anno lasciò l’Inghilterra –insieme ad un gruppetto di sette compagni che aveva convinto a seguirlo in questa avventura – alla volta di Baghdad: i sette compagni erano: Edward Cronin (da poco rimasto vedovo), sua madre, sua sorella, Parnell, F. Newmann, l’Irlandese Hamilton, e la bambina di Cronin. Anche Wigram avrebbe dovuto unirsi al gruppo, ma all’ultimo momento ne fu impedito. Il gruppo fece tappa per quindici mesi ad Aleppo, in Siria, dove il Parnell sposò la sorella di Cronin. Fu un’unione intensa ma triste.
Gli inizi, in India, non furono semplici e riflettevano – in qualche misura – quanto già si era verificato nelle comunità della madre patria: il “casus belli” fu dato da una situazione particolare nella quale il Groves si trovò a svolgere un ruolo di “arbitrato”. Una delle principali missioni – con cui già Groves aveva avuto a che fare e con cui non aveva mancato di entrare in contatto durante il suo viaggio in India, era la “Church Missionary Society”, facente capo alla Chiesa Anglicana, e dunque anche vincolata ai suoi meccanismi a volte davvero troppo macchinosi, la quale peraltro, complice anche questa stessa macchinosità, doveva fare spesso ricorso a missionari provenienti da altre denominazioni, soprattutto la chiesa Luterana. In questo contesto, uno dei missionari affiliati alla Church Missionary Society, tal Rhenius, aveva incominciato ad ordinare egli stesso i catechisti all’interno della sua missione, Tinnevelly, senza alcuna preventiva autorizzazione da parte del Vescovo. Per questo era stato invitato a recarsi in Inghilterra per discutere il problema con le autorità della missione. Venuta a sapere la cosa, Groves si recò a Tinnevelly, e riuscì a far desistere Rhenius dall’intento di partire per l’Inghilterra, lasciando la missione. La Church Missionary Society, per così dire, se la legò al dito, e i rapporti col Groves si deteriorarono.
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