Home arrow Storia arrow Le Assemblee dei Fratelli arrow 03 - Da Dublino a Plymouth

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03 - Da Dublino a Plymouth PDF Stampa E-mail
 
  • Da Dublino a Plymouth - La prima fase dell'espansione del movimento in Gran Bretagna

Pur nell’oggettiva difficoltà di stabilire delle date, dei rapporti di filiazione, delle personalità eminenti, rimane abbastanza assodata l’importanza che il gruppo formatosi a Dublino e il contributo di Darby nelle prime fasi di sviluppo di tale gruppo ebbero alle origini delle Assemblee dei Fratelli. In questo paragrafo cercheremo di delineare una storia sommaria del primo sviluppo del movimento al di fuori della capitale irlandese. Il ruolo di Darby fu – ancora una volta importante, ma accanto a lui troviamo diversi altri nomi, di cui ora daremo conto.

In casa del suo fratellastro, Serjeant Pennefeather – rinomato avvocato della città di Limerick – Darby conobbe Francis Newmann, fratello minore di quel Cardinale John H. Newmann che visse un singolare percorso di conversione inversa, dall’Anglicanesimo al Cattolicesimo Romano (peraltro lo stesso Darby ebbe in quegli anni molto a riflettere sul Cattolicesimo che – in certi momenti – gli appariva preferibile alle divisioni del Protestantesimo), e futuro autore di molti testi ben conosciuti. F. Newmann, infatti, terminato brillantemente il proprio corso di studi legali a Oxford, si era recato appunto presso la tenuta dublinese di Pennefeather, della quale aveva accettato di essere tutore. Quel giovane prete dall’oratoria trascinante, egli stesso ex avvocato, dovette esercitare sull’animo di Newmann un impatto notevole, tant’è vero che, tornato a Oxford, riuscì ad organizzare un incontro fra lui ed un suo amico Benjamin Wills Newton, membro autorevole della comunità che si era da poco formata a Plymouth.[1] Più o meno nello stesso periodo (siamo intorno al 1830) per opera di John Wigram, un gruppo dalle analoghe caratteristiche si stava formando anche a Londra. In ogni modo il primo gruppo in Inghilterra ad assumere ufficialmente il nome di “Comunità dei Fratelli” fu quello di Plymouth, e il nome “Fratelli Plymouthisti” continua ad essere molto popolare – almeno   nel mondo anglosassone.

Oltre a Darby – diverse altre figure spiccano in questi anni in seno al movimento, e tutte in qualche modo hanno modo di collaborare con la comunità di Plymouth:

George Vicesimus Wigram, ventesimo figlio di un ricco mercante ed armatore londinese, dopo aver passato un certo tempo sotto le armi, nel 1824 ebbe un incontro personale con Cristo che – sembra – fu all’origine della sua decisione di lasciare l’esercito e di iscriversi al Queen College di Oxford con l’intenzione – in realtà mai realizzata – di prendere i voti. Tutto il suo – considerevole – patrimonio, venne devoluto alla causa dell’Evangelo, e – non ultimo – alla compilazione della Englishman’s greek and Hebrew concordances. Il tema del “pacifismo Cristiano”, percorse in maniera piuttosto veemente gli animi e le riflessioni dei “Fratelli” di questi primi anni (non mancando di esercitare il suo influsso – alcuni anni dopo – anche sul ramo italiano del movimento). Si è già scritto del Groves; ora abbiamo visto il Wigram. Ma un altro nome deve essere ricordato, quello di Percy Francis Hall, comandante della Marina di Sua Maestà, rassegnò le sue dimissioni per motivo di coscienza, scelta che successivamente difese nel trattato “Discipleship” (Discepolato), in cui la guerra viene esplicitamente definita “un assassinio di stato”. Un analogo radicalismo lo portava a ritenere che un Cristiano non potesse assumere l’ufficio di giudice: “Cosa dovrà fare infatti un giudice Cristiano – scriveva Hall – quando un uomo dal cuore rotto lo implora per sua moglie e per la sua famiglia che muore di fame, riconosce il suo peccato… e gli chiede perdono? Gli dirà forse: “No, tu sei colpevole, e io non sono ministro della pietà, ma della Legge; vattene in galera o, perché no?, al patibolo? Che avrebbe fatto Gesù?…”

Infine, Benjamin Wills Newton, colui che aveva invitato Darby a Plymouth e che, di quella comunità, fu in qualche modo responsabile almeno fino al 1847.

Nel 1832 Newton invitò Darby a predicare proprio nella sua chiesa, a Plymouth; successivamente (o, secondo altre fonti, nel corso delle medesime riunioni) allo stesso Darby fu proposto di tenere una serie di studi profetici. E’ nel corso di tali incontri che si sviluppa e inizia ad essere diffusa una delle dottrine più caratteristiche e più diffuse di Darby, tutt’oggi molto seguita in seno alle chiese dei Fratelli, ma diffusissima ormai in tutto il mondo Evangelico: la dottrina del Pre - millenarismo Dispensazionalista, l’idea cioè che Cristo debba ritornare in due fasi distinte: in una prima fase egli sarà invisibile agli occhi di tutti e si limiterà a portare in cielo tutti i Cristiani, sia morti che quelli ancora in vita; il mondo privo di cristiani sarà allora scosso da un periodo di sette anni di guerre e devastazioni (la Grande Tribolazione), e – terminati questi sette anni – avrà luogo la seconda fase,visibile a tutti, del ritorno di Cristo, e l’instaurazione del regno di mille anni di pace e di prosperità. C’è chi ha ipotizzato che Darby fosse stato ispirato – nell’elaborare questa dottrina – da una profetessa di un coevo movimento di risveglio, la chiesa Irvingita, che l’avrebbe ricevuta per rivelazione profetica; molti studiosi del movimento d’altra parte respingono questa idea. Non è certamente nostro intendimento, quello di stabilire chi abbia ragione…

Come che sia è indubbio il ruolo che ebbe Darby nel porsi come elemento in qualche modo organizzatore ed unificante del movimento e nell’aprire la strada ad una sua diffusione su scala planetaria.

George Wigram, anch’egli buon amico del Newton, acquistò una cappella nota come “Providence Chapel”, e fu proprio qui che il movimento iniziò a “strutturarsi”, in qualche modo, in “chiesa” vera e propria: si cominciarono a tenere dei culti regolari, con tanto di predicazione e celebrazione settimanale della Cena del Signore. Quest’iniziativa diede alla comunità una visibilità fino ad allora mai sperimentata, e la chiesa di Plymouth crebbe fino a diventare la più grande chiesa dei Fratelli fra quelle allora esistenti (incluse le comunità Irlandesi dove era sorto il movimento), e in qualche modo iniziava a porsi e a proporsi come centro organizzativo e propulsore dell’intero movimento. Darby fu membro solo sporadicamente presente di quella chiesa essendo quasi sempre assente, in giro per l’Inghilterra come una sorta di missionario e predicatore itinerante. Altri membri originari e particolarmente in vista – quali lo stesso Wigram e Percy Hall (ex Ufficiale della Marina Britannica per il quale la conversione fu anche riscoperta dei valori del Pacifismo Cristiano), si recarono in grossi centri – quali Hereford e la stessa Londra – per fondare nuove chiese. Il solo Newton – non è chiarissimo quanto per sua stessa volontà – rimase, di fatto, il leader unico della Comunità di Plymouth.

George Muller

 

 

La terza comunità di cui è necessario occuparsi, dopo Dublino e Plymouth, è quella di Bristol, dove i nuovi principi vennero introdotti dal personaggio probabilmente più famoso che la Chiesa dei Fratelli di quegli anni possa vantare, vale a dire George Muller (1805 – 1898), giovane dissoluto di origine prussiana, che esperimentò una conversione veramente radicale.

 

 

Dopo tale conversione, la sua particolare vocazione fu del tutto particolare e – in qualche misura – anticipava uno dei temi più sentiti (e forse anche più laceranti) che ha percorso un po’ l’intera storia del movimento: egli si sentì spinto ad annunciare l’Evangelo agli Ebrei. Per prepararsi ad un tale ministero si recò a Londra dove conobbe e iniziò a frequentare le nascenti comunità dei Fratelli; ebbe occasione di leggere il trattato sulla devozione Cristiana di Groves (del quale, peraltro,nel 1830 sposerà la sorella) e ne rimase profondamente influenzato. Nel 1830, nominato pastore della chiesa Battista di Teignmouth, iniziò a sviluppare nel suo animo quei principi e quelle convinzioni tipiche delle Comunità dei Fratelli. Una grande diffidenza verso ogni forma di “magistero ecclesiastico” sulla Scrittura (si tratti anche di un magistero di matrice protestante) e un approccio fortemente letteralista allo studio del testo Biblico, sfociò in una serie di convincimenti forieri di un certo dibattito nell’ambito del movimento: Muller si convinse della necessità del battesimo per immersione praticato da adulti, della pratica dell’Eucaristia settimanale, della libertà nella predicazione, e della necessità di rinunciare a qualsiasi tentativo di accumulare o risparmiare denaro (egli stesso rinunciò allo stipendio di pastore).

Betesda Chapel

A Teignmouth Muller conobbe colui che divenne forse il suo più intimo compagno ed aiutante, lo scozzese Henry Craik, ex tutore presso la famiglia di Groves: insieme con lui, nel 1832 si trasferì a Bristol, dove per otto anni esercitarono il ministero presso la Gideon Chapel (dove tutti i Cristiani battezzati – sia che lo fossero stati da bambini o da adulti – potevano entrare come membri a tutti gli effetti) e la Betesda Chapel (dove sebbene tutti venissero riconosciuti fratelli in comunione, solo quei credenti battezzati da adulti potevano essere ammessi come membri a tutti gli effetti e prendere quindi parte all’Eucaristia).

Nell’estate del 1837 questa restrizione venne tolta, provocando la separazione di quattordici membri d’impostazione strettamente battista; venne infatti riconosciuto il principio che non esiste alcuna base scritturale che consenta di effettuare una distinzione fra l’essere in comunione con certi individui e il rompere il pane insieme con loro. Muller stesso ebbe a scrivere: “Dovremmo poter ricevere in comunione tutti coloro che Cristo ha ricevuto, indipendentemente dalla misura di grazia o di conoscenza che possono avere raggiunto”. Nel 1840, la Gideon Chapel venne abbandonata., per alcuni dissensi circa la possibilità di ammettere a presenziare al culto anche persone estranee alla comunità., e – soprattutto – sulla necessità di nominare degli anziani, cosa che proprio presso la Betesda Chapel venne fatta, e da allora la figura degli anziani rimase uno degli elementi distintivi della Chiesa dei Fratelli (almeno, nella sua ala larga). Il loro ruolo era però qualcosa di profondamente diverso da quello degli anziani o dei pastori delle altre comunità protestanti dotate di tali figure.

La chiesa di Bristol – come pure quella di Plymouth – stava assumendo sempre più dei tratti molto peculiari che in qualche modo sottolineavano la sua originalità rispetto all’iniziale esperienza di Dublino, e cominciava ad essere nell’aria la sensazione che, lentamente, ma inevitabilmente, il movimento stesse andando incontro ad un periodo di crisi e – forse – ad una divisione. Infatti, mentre a Bristol e Plymouth cresceva l’influenza di Newton e Muller, con il loro accento sul battesimo per immersione, il ruolo degli anziani, l’importanza della comunità locale e il ministero aperto, parallelamente non accennava affatto a diminuire, anzi, aumentava, anche il peso di Darby, sotto la cui influenza nacquero anche le prime comunità di Londra (fondata – come si accennava prima – da uno dei più fedeli collaboratori di Darby, John Wigram) , e, soprattutto, di Camden Town, destinato a diventare il centro delle chiese Darbiste.


[1] Per le notizie sui rapporti fra Darby, Newmann, Newton e Pennefeather, si rimanda al sito web http://www.victorianweb.org/religion/plymouth.html

 
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