
| Chi siamo noi |
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Cara amica, caro amico, se non lo hai ancora fatto, Ti invitiamo a visitare la pagina “Chi sei tu”, prima di leggere le informazioni che seguono. In essa infatti, troverai il punto centrale della nostra fede e l’essenza stessa delle nostre più intime e profonde convinzioni, oltre che la base della nostra gioia e dell’ottimismo con cui guardiamo alla vita e al futuro. Nella sezione dedicata alla storia troverai tutte le informazioni che riguardano, appunto, la storia del nostro movimento, ma lasciaci dire che prima di tutto siamo convinti che in ogni tempo della storia Dio ha saputo suscitare sulla terra donne e uomini a Lui devoti che hanno tenuto viva la Sua testimonianza in questo mondo, e anche nella nostra epoca NON crediamo assolutamente che tali donne, tali uomini siano solo all’interno del nostro movimento (né possiamo escludere che alcuni che esteriormente ne fanno parte, non abbiano in realtà esperimentato davvero l’autentica conversione a Cristo). Lasciaci dunque partire – per chiarire meglio questo punto – da quella che probabilmente è una delle caratteristiche che più vistosamente ci contraddistinguono rispetto alle altre realtà religiose del nostro tempo, anche da quelle di matrice più strettamente “Evangelica”, vale a dire dalla nostra: Ecclesiologia: Come certamente saprai, ecclesiologia è una parola di origine greca (la lingua che si parlava al tempo di Gesù e degli Apostoli e in cui è anche stato scritto tutto il Nuovo Testamento), che significa “Dottrina della chiesa”. Cercheremo ora di rispondere alla domanda: Che cosa è la chiesa? E che cosa significa, per noi, essere chiesa? Desideriamo chiarire che la chiesa non è l’edificio nel quale si celebrano certe particolari funzioni sacre: impropriamente, nella nostra lingua, questi edifici che sarebbe più corretto definire “templi” vengono chiamate “chiese”, ma – come del resto oggi i teologi di ogni indirizzo riconoscono – la parola “Ekklesia” significa letteralmente: “Assemblea di chiamati”. La chiesa è un’insieme di persone accomunate da una comune chiamata. In effetti, nell’insegnamento del Nuovo Testamento, Chiesa è l’insieme delle persone chiamate da Gesù e che hanno risposto positivamente al Suo invito (ancora ti rimandiamo alla sezione “Chi sei tu?”). C’è un grande elemento unificante – che non è né la fedeltà a una istituzione, né un particolare corpus dottrinale o una professione di fede, né un organo direttivo centralizzato, ma una persona: Gesù Cristo. Chiesa è l’insieme di tutti coloro che hanno accettato in Gesù Cristo il loro Signore e Salvatore. Ben si comprende come una simile e fondamentale decisione non possa dirsi monopolio di una certa confessione o denominazione, ma sia un fatto personale e intimo che ogni donna, ogni uomo è chiamato a fare nella sua vita. Il desiderio di conoscere e incontrare altre persone che hanno preso la stessa decisione, e di ringraziare e lodare Dio insieme a loro, e di cercare di organizzarsi al meglio e di collaborare insieme per annunciare agli altri il messaggio del Vangelo e la salvezza in Cristo, è solo la naturale e diretta conseguenza di una tale scelta, e qui nasce – per diretta ed espressa volontà di Cristo – la chiesa nelle sue manifestazioni più visibili. Non sottolineeremo mai abbastanza che non esiste una sola chiesa che alvi le persone. Se altri ti diranno (purtroppo sappiamo che molti lo fanno): “Per essere salvato devi prima di tutto scegliere la giusta chiesa o la giusta religione, che è (guarda caso) la nostra”, da parte nostra ti diciamo: se ti convertirai alla chiesa dei Fratelli, o alla chiesa Protestante, non ti servirà a nulla: il tuo peccato rimarrà, e resterai infelice e disperato come prima. Vuoi essere salvato? Dimentica tutto il resto, e chiedi a Gesù Cristo di diventare il tuo salvatore. Quando lo avrai fatto Lui stesso ti mostrerà le cose che desidera da te, e può darsi che fra queste cose ci sarà di frequentare una comunità di un certo tipo e con certe caratteristiche. Aggiungiamo – dopo avere sottolineato questo aspetto che ci sembra fondamentale – che come comunità in generale rifiutiamo il concetto stesso di avere una “professione di fede” (e ti preghiamo di non confondere le informazioni che troverai su questo sito con qualche cosa del genere): il nostro sforzo è piuttosto quello di conoscere e credere nel libro che Dio ci ha donato, la Bibbia, nella sua pienezza ed interezza. Potremmo dire che la nostra professione di fede è la Bibbia, ma questo direbbe poco, perché in genere le professioni di fede nascono come un tentativo di sintesi di alcuni punti considerati irrinunciabili estrapolati dalla Bibbia, col rischio di dare a intendere che altri insegnamenti biblici siano meno importanti. Noi siamo profondamente convinti che ogni donna e ogni uomo dovrebbe nella libertà e sotto la guida dello Spirito Santo coltivare la conoscenza della Bibbia e basare su di essa, più che su un suo breve riassunto, la propria fede; una tale libertà – è vero – potrà portare ad avere su alcune questioni opinioni a volte diverse: la possibilità di chiamare e considerare fratello o sorella qualcuno che ha sviluppato idee e convinzioni diverse dalle mie, e di adorare Dio insieme a lui e – insieme – di annunciare la Sua Parola, è – secondo noi – una grande ricchezza e uno dei grandi privilegi della riscoperta di un’ecclesiologia biblicamente fondata. Altro elemento, anche più vistoso, è lo sforzo di vivere quanto Gesù disse in Mt. 23,8 – 11: “Voi non vi fate chiamare “Rabbi”; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo. Ma il maggiore, tra di voi,sia vostro servitore”. In ubbidienza a questi principi, non abbiamo (o abbiamo cercato di eliminare) ogni tipo di gerarchia: non troverai, se avrai piacere un giorno di far visita ad una nostra comunità, nessun sacerdote, nessun pastore, nessun organismo direttivo: cerchiamo davvero di considerarci tutti fratelli, e ognuno di noi si sforza – con i doni che Dio gli ha dato – di portare il suo piccolo, ma importante contributo, all’edificazione del Regno di Dio... Soteriologia: Se hai letto la sezione “Chi sei tu?” certamente conosci già i principi basilari della nostra dottrina della salvezza (questo è il senso della parola greca “Soteriologia”). Cerchiamo ora di presentartene una breve sintesi ragionata: UNIVERSALITA’ DEL PECCATO:Crediamo, sulla base della Bibbia, che tutti gli esseri umani dall’inizio alla fine della storia sono peccatori e pertanto separati da Dio e meritevoli dell’inferno. Con questa parola intendiamo uno stato di eterna separazione da Dio; se ad essa siano associate anche sofferenze di tipo fisico non sappiamo, e a dire il vero non riteniamo neppure importante saperlo: ti invitiamo a riflettere su questa parola, “Eterna”: la nostra mente umana non può concepire l’eternità; siamo troppo abituati al fatto che ogni cosa prima o dopo ha un termine. Possiamo immaginare miliardi di anni, ma un tempo che non finisce mai: l’idea che saranno passati mille miliardi di anni, e davanti a noi ci sarà ancora un tempo infinito, e lo stesso dopo i successivi mille miliardi di anni, e quando questo ciclo di mille miliardi di anni si sarà ripetuto mille miliardi di volte sarà ancora un tempo infinito, e così via all’infinito: la nostra mente questo non riesce a concepirlo, ma proprio questo è ciò che Dio ci dice che ci attende dopo la nostra morte: l’eternità, che potremo passare con lui, o lontani da Lui… REDENZIONE IN CRISTO: Gesù Cristo, venuto su questa terra, morendo sulla Croce ha pagato il prezzo per i peccati di tutti gli uomini ottenendo la redenzione per ciascuno di noi, la quale ci viene offerta in dono. GRATUITA’ DELLA GRAZIA E SALVEZZA PER FEDE: La salvezza non può e non deve in nessun modo essere meritata o guadagnata da noi attraverso le nostre buone opere, ma ci viene offerta in regalo, in dono; questo regalo Dio lo vuole fare e lo offre in Gesù Cristo a tutti gli uomini, che rimangono liberi di accettarlo o di rifiutarlo.Accettare questo dono è quell’atto di fede che viene richiesto per diventare figli di Dio NECESITA’ DELLA NUOVA NASCITA: Accettare Cristo Gesù e il dono della Salvezza, coincide con il momento che il Nuovo Testamento definisce “Rigenerazione” o “nuova nascita”, mancando la quale – secondo le parole stesse di Gesù – non si può entrare a far parte del Regno di Dio. CERTEZZA DELLA SALVEZZA: Un altro punto abbastanza caratteristico (sebbene non esclusivo) del nostro movimento, è la convinzione che tutti coloro che hanno fatto questo passo vengono immediatamente salvati e possono vivere nella gioiosa consapevolezza di essere stati già perdonati da Dio per tutti i loro peccati, passati, presenti e anche futuri, e sapendo che il giorno della loro dipartita coinciderà col giorno del loro incontro con Gesù, che li accoglierà come suoi Figli riscattati dal peccato.Un credente che ha ben compreso l’insegnamento della Bibbia su questo soggetto – sa che l’inferno esiste, ma che lui non ci andrà mai. CONSEGUENZE DELLA SALVEZZA: Potresti essere stupito, ma a questa sicurezza non si lega quasi mai (anche se qualche volta può esserci stata qualche triste eccezione) ad una rilassatezza maggiore nei costumi, ma piuttosto alla ricerca di una maggiore coerenza e un maggiore impegno per Dio e per l’edificazione del Suo regno. Come è possibile? E’ possibile, ed è anche un punto di ricchezza: per poca cosa che siano, le opere che ci sforziamo di compiere sono fatte per puro amore verso Dio e verso gli altri, e mai per “meritarci” il Paradiso, o per allontanare da noi lo spettro dell’inferno, giacchè sappiamo bene che anche se non facessimo nulla di tutto questo o se facessimo cose cattive la salvezza ciè comunque stata regalata per sempre il giorno in cui abbiamo accettato Gesù…Non cambia, in altri termini, lo sforzo etico cui ogni Cristiano è chiamato, ma cambiano in modo molto profondo le motivazioni di un tale sforzo… Cristologia: Riallacciandoci alle più antiche e consolidate convinzioni della chiesa Cristiana, crediamo ed affermiamo la dottrina della trinità. Ci teniamo però a sottolineare che lo facciamo non per seguire una tradizione, ma perché troviamo questo insegnamento espresso con grande chiarezza nella Bibbia. Oltre a credere che Gesù è il nostro Salvatore, il nostro Signore e il Messia promesso, crediamo che Egli sia Dio stesso. Non crediamo in tre dei fusi in una medesima persona (come talvolta viene- erroneamente – intesa questa dottrina), ma in un solo Dio, che esiste in tre distinte persone: il Padre, l’Iddio che si è rivelato ad Abramo e Israele e poi a Mosè; il Figlio, incarnatosi e divenuto uomo nella persona di Gesù di Nazareth, e lo Spirito Santo. Non tre dei, bensì un solo Dio al plurale, che – fin dalla creazione – parla al plurale: “Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza” (Gen. 1,26), in un momento in cui egli stesso dichiara che era da solo e nessuno era con lui (Is. ).Nemmeno noi riusciamo a spiegarci come possa un Dio unico esistere in tre persone distinte – o comunque in una pluralità di persone – ma se Lui parla al plurale, noi abbiamo scelto di crederGli. Gesù di Nazareth, nel corso della Sua predicazione su questa Terra, presentò sé stesso come parte integrante di questo Dio unico eppure plurale, e lo dichiarò con grande forza in numerose occasioni: per esempio, in Gv. 14, 8 – 11: “Filippo Gli disse: Signore, mostraci il Padre e ci basta. Gesù gli disse: Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre; come mai tu dici: Mostraci il Padre? Non credi tu che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico non le dico di mio, ma il Padre che dimora in me fa le opere sue. Credetemi: Io sono nel Padre, e il Padre è in me”. Del resto anche i testi profetici relativi al Messia – che noi crediamo essere Gesù Cristo – affermano molto spesso che il Messia sarebbe stato Dio stesso, il passo probabilmente più celebre è Is. 9,5, dove si dice che il Messia venturo sarebbe stato chiamato – fra le altre cose “Dio potente e Padre Eterno”. E anche tutti i testi successivi ai Vangeli, gli scritti degli apostoli, affermano con la stessa forza la medesima verità: Paolo, per esempio, dichiara che in Cristo “abita corporalmente tutta la pienezza della deità” (Col. 2,9); e ancora nella Apocalisse di Giovanni, Gesù presenta se stesso come “Il Primo e l’Ultimo, l’alfa e l’Omega”, titoli che la Bibbia riserva solo ed esclusivamente a Dio (Ap. 22,13). Chiunque ti dica che la dottrina della Trinità è il frutto di una tradizione – o che lo faccia per affermare la tradizione, o che lo faccia per distruggerla, dice una cosa inesatta. La tradizione (ma in questo caso riteniamo sia più corretto definirla “riflessione teologica sul testo Biblico”), al massimo, ha saputo coniare un termine che non compare nella Scrittura (anche se è attestato fin dal primo secolo d. C. negli scritti di autori Cristiani molto vicini agli apostoli), un termine “tecnico”, che esprime – secondo noi – con sufficiente chiarezza un concetto che nella Bibbia è bene espresso. Al termine non siamo così attaccati, e domani potrebbe esserne trovato anche uno migliore, che esprima meglio questa realtà, ma la dottrina biblica che questo termine si sforza di esprimere è fondamentale. Allo stesso modo, crediamo nel monoteismo e siamo monoteisti, anche se la parola “monoteismo” non compare mai nella Bibbia, che però afferma con forza il concetto che questo termine si sforza di esprimere, che cioè esiste un solo Dio. Gesù di Nazareth, però, oltre che pienamente, completamente e perfettamente Dio, fu anche – ed è tuttora – pienamente, totalmente e perfettamente uomo, un essere umano come me e come te che mi stai leggendo. In lui, nella sua persona, coesistono due nature: una divina, e una umana. Di questo fatto troviamo una delle più chiare attestazioni nella lettera agli Ebrei, dove al v. 1,6 è scritto che di Gesù, Dio dice: “Tutti gli angeli di Dio Lo adorino” (che è – fra l’altro – un’altra affermazione della divinità di Cristo, dal momento che l’adorazione deve essere riservata esclusivamente a Dio); poco più avanti però, sempre parlando di Gesù, è scritto che è stato fatto “di poco inferiore agli angeli” (Eb. 2,9): e il salmo cui questa espressione è riferita, dichiara che è l’uomo che è stato fatto di poco inferiore agli angeli. E’ dunque Gesù tanto superiore agli angeli da dover essere da loro adorato, o è un uomo, essendo di poco inferiore agli angeli? Secondo quanto attesta la scrittura, crediamo che è tutte e due le cose: vero Dio e vero uomo. Ma la cosa straordinaria di Gesù, è che – pur essendo tutto questo – può e vuole anche diventare il tuo migliore amico. Il nostro più caldo invito è che tu lo accetti nella tua vita come Signore, Dio e salvatore personale. Pneumatologia: Cristo stesso, nel corso della Sua predicazione, promise ai Suoi seguaci che, dopo la Sua dipartita che si stava avvicinando Egli avrebbe mandato loro un’altra persona che avrebbe preso e mantenuto per sempre il Suo posto: lo Spirito Santo. Egli è Colui che completa la trinità, la terza persona in cui l’Iddio unico ed eterno si manifesta agli uomini: e –con forza – affermiamo, come la Bibbia afferma, che Egli è proprio una persona, anche se non una persona “fisica” (come del resto neppure Dio Padre ha un corpo fisico, ma è una persona puramente spirituale), e non una semplice “forza impersonale”, come probabilmente molti immaginano. Quando si parla di Lui, è corretto usare il pronome personale maschile – e questa non è un’invenzione né nostra né di qualche teologo dei primi secoli, ma è quello che molte volte ritroviamo nel Nuovo Testamento: gli articoli e i nessi relativi concordati con lo Spirito Santo non sono dei neutri – come vorrebbe la grammatica greca in rapporto ad una forza, ma dei maschili, come è giusto che sia parlando di una persona. Lo Spirito Santo è oggi Colui che agisce nella chiesa, e noi stessi possiamo assicurarti che lo abbiamo constatato più di una volta. Egli è stato donato alla chiesa nel giorno della Pentecoste, secondo la promessa di Gesù e l’attestazione degli Apostoli (At. 2), e da quel giorno ogni volta che qualcuno, ricevendo Cristo come proprio salvatore, viene salvato, riceve anche in regalo lo Spirito Santo che viene ad abitare dentro di Lui per farlo essere membro della chiesa di Cristo (1 Cor.12,13). Nel momento in cui chiederai a Gesù di entrare nella tua vita, fra le tante altre benedizioni, sperimenterai anche la benedizione straordinaria di ricevere il Battesimo nello Spirito Santo, di essere cioè anche tu innestato in quel grandioso miracolo che avvenne a Pentecoste e che ancora oggi continua a vivere e realizzarsi nella chiesa, e continuerà a farlo fino a quando ci saranno anime che Dio strapperà dal regno delle tenebre per portarle nel Regno della Sua meravigliosa luce. In seguito Egli ti donerà delle abilità particolari che potrai – col Suo aiuto – individuare ed utilizzare per l’edificazione della Chiesa e la salvezza delle anime… Teologia della storia ed Escatologia: Ancora qualche parola dobbiamo spendere sul nostro modo di concepire la storia dell’uomo e del mondo: essa ha origine in Dio, e a Dio ritorna. Crediamo che il male che è nel mondo – e intendiamo sia il male in senso fisico che in senso morale – e con esso la morte – abbia avuto origine in un momento storico ben preciso che la Bibbia descrive nei suoi primi capitoli, quando l’uomo scelse deliberatamente di non fidarsi e di ribellarsi a Dio. La storia umana che ne scaturita, è una storia di ribellione da parte dell’uomo, e di amore e di perdono da parte di Dio. Crediamo che si possono sicuramente individuare alcuni momenti fondamentali nella storia umana: dopo il primo peccato, per un lungo tempo Dio parlò a dei singoli uomini, cercando un riavvicinamento con l’umanità; di questo remoto periodo la Bibbia ci lascia solo poche e scarne informazioni, che tuttavia ci devono e possono bastare. Esse occupano i capitoli 3 – 11 del libro della Genesi. Con Abramo, e poi con Mosè, possiamo individuare un nuovo periodo storico dove Dio sceglie non solo qualche individuo, ma un intero popolo, quello di Israele, per manifestare se stesso al mondo. Per molti secoli ogni Parola e rivelazione di Dio all’uomo passò per questo popolo, e la Bibbia stessa nasce come libro sacro di questo popolo. La più autentica ed intima chiamata verso questo popolo è ben riassunta nella promessa che Dio aveva fatto ad Abramo, capostipite di Israele. Tale promessa consta di due parti: l’una è specifica e particolare per questo popolo: “Io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai una benedizione” (Gen. 12, 2); la seconda parte mette in luce come questa scelta particolare di Dio avesse in vista la salvezza e la benedizione di tutti gli uomini, senza alcuna distinzione: “In te saranno benedette tutte le nazioni della terra” (Gen. 12, 3). Da parte del mondo Cristiano è stato un grave fraintendimento quello di pensare che – spinto dalle colpe (vere o presunte) di cui il Suo popolo si è macchiato nel corso dei secoli, Dio abbia rigettato per sempre questo popolo. Questo è falso per almeno due ragioni: che sia verso Israele come verso ogni uomo la scelta di Dio non si fonda mai sulla bontà di chi di tale scelta è oggetto, ma esclusivamente sul Suo amore e sulla Sua grazia; inoltre, le promesse di Dio sono sempre eterne. Oltre a aver travisato questo, noi Cristiani ci siamo spinti ben oltre nel corso della storia, e ci siamo sentiti autorizzati a perseguitare in maniera inaudita questo popolo sia verbalmente sia – qualche volta – anche con i fatti. Sappiamo anche, però, che il giorno verrà in cui, queste incomprensioni lasceranno il posto alla bellissima verità profetizzata da tanto tempo, e di cui aspettiamo la piena realizzazione (in vista della quale dovremmo anche impegnarci attivamente): “Così il Signore colpirà gli Egiziani: li colpirà e li guarirà; essi si convertiranno al Signore che si arrenderà alle loro suppliche e li guarirà. In quel giorno ci sarà una strada dall’Egitto all’Assiria; gli Assiri andranno in Egitto e gli Egiziani in Assiria; gli Egiziani serviranno il Signore con gli Assiri. In quel giorno Israele sarà terzo con l’Egitto e con l’Assiria, e tutti e tre saranno una benedizione in mezzo alla Terra. Il Signore degli Eserciti li benedirà, dicendo: Benedetti siano l’Egitto, mio popolo, l’Assiria, opera delle mie mani, e Israele, mia eredità” (Is. 19:22 – 25). Il terzo momento storico è quello che stiamo vivendo: è l’epoca in cui la testimonianza di Dio in questa Terra passa non più attraverso un popolo, ma attraverso quell’organismo vivente che è la Chiesa, nata il giorno della Pentecoste. In essa tutti coloro che hanno creduto in Gesù – indipendentemente dalla loro appartenenza etnica, cooperano per l’edificazione del Suo Regno. Il riferimento al Regno di Dio, ci rimanda ad un quarto momento che è futuro: molte profezie bibliche devono ancora trovare un loro completo adempimento, e siamo convinti che questo adempimento vi sarà. In qualche modo – che non conosciamo nei dettagli – la storia di questo mondo si avvia verso un tempo breve ma intenso di persecuzione e guerra (il tempo descritto nel libro dell’Apocalisse e in altre profezie bibliche con il nome di “Grande tribolazione”), che sarà seguito da un tempo lunghissimo e ugualmente intenso di pace e giustizia, con Cristo Gesù stesso che regnerà su tutto il pianeta. L’apocalisse descrive questo tempo nel cap. 20, lo identifica in mille anni; non sappiamo se saranno mille anni letterali o se questo numero è utilizzato solo come simbolo di un tempo lunghissimo ed indefinito, né crediamo sia importante saperlo. Il termine di questo tempo coinciderà con la fine stessa del tempo e la storia umana entrerà nell’eternità. Ora sai dove va’ la storia: non sappiamo dirti molti dettagli in più, ma vogliamo lasciarti con una domanda: da quale parte vuoi essere? Dalla parte del Regno di Dio, o dalla parte ad esso opposta? |
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