
| Chi sei tu |
|
Cara amica, caro amico, ti diamo il benvenuto sul nostro sito. Sarai colpito forse, dal fatto che prima di dirti chi siamo noi, desideriamo dirti qualche cosa su chi sei tu. Come potremmo farlo, se non ti conosciamo neppure? E come può una medesima descrizione, essere adatta alle molte persone che ci auguriamo ci visiteranno, che possono avere caratteristiche molto diverse fra loro? Possono esserci uomini e donne, giovani o anziani, persone di diverse nazionalità, razze, lingue, idee politiche o religiose che leggeranno queste righe. Noi non possiamo – ovviamente – sapere – a quale di queste categorie appartieni tu che ora ci stai leggendo, forse non appartieni a nessuna di queste categorie… Però almeno di una cosa siamo sicuri: chiunque tu sia, sei un essere umano. Appartieni, se così possiamo esprimerci, alla razza dei discendenti di Adamo (come, del resto, anche noi…). Questa può sembrare una banalità, ma ti assicuriamo che non lo è, è invece una cosa della massima importanza, e speriamo di mostrartelo nelle righe che seguono. Siamo convinti, che – chiunque tu sia – sei profondamente infelice. Siamo convinti che tutti gli uomini, semplicemente in quanto uomini, lo siano. E siamo convinti che ci sia una sola grande risposta a questa infelicità, e questa risposta l’abbiamo ricevuta in regalo. Così, ti preghiamo di crederci se ti diciamo che il nostro scopo più grande è quello di far conoscere anche a te questa risposta, e farti conoscere il solo modo per essere davvero felice. Come? – potrai ora pensare – Infelice io? Ma che ne sanno? O come lo sanno? In parte hai ragione. Non potremmo saperlo. Ma c’è un Dio che ha creato ogni cosa, anche me e te, e Lui sa come siamo fatti. Chi meglio di Lui potrebbe saperlo? Ci ha fatti lui… Forse non credi in Dio. O forse non sei sicuro di poterci credere. Bene, se Dio non c’è, allora davvero siamo in errore, e non possiamo dire nulla né di te né di nessun altro, e puoi semplicemente leggere queste pagine (se vuoi) come testimonianza – magari divertente – di quello che alcune persone credono su questo argomento. Certo, crediamo che ci voglia davvero una grande fede per credere nel nulla quale origine di tutte le cose e nel male quale regola generale che governa l’universo (è falso, infatti, intendere colui che non crede in Dio come colui che semplicemente non crede: tutti crediamo in qualcosa, è da vedere quale sia il tipo di fede più logica che spiega più cose col minor numero possibile di forzature…); probabilmente, non riusciamo ad avere tanta fede – a parte che neppure la vorremmo, una fede nel niente e nel male… Questo comunque, è un altro discorso. Per semplicità, daremo per scontato in queste righe, che Dio esista, e che ci abbia parlato in un libro, che è la Bibbia. Ebbene, proprio Lui, questo Dio che ci ha creati, che ci ha fatti con le sue stesse mani (sappiamo che Dio non ha mani, ma lasciaci passare questa espressione…), ci ha spiegato, proprio in questo libro, che noi uomini siamo infelici. Ci ha spiegato perché siamo infelici. E ci ha spiegato anche come diventare felici. La storia umana che conosciamo comincia con un fatto tragico: Adamo – l’uomo, creato da Dio a Sua immagine per essere felice, scelse un giorno tanto lontano nel tempo di non fidarsi del Suo creatore. L’unico comando che aveva ricevuto da Dio, abbastanza semplice da seguire – il minimo indispensabile perché ci fosse una pur minima libertà di scelta – l’uomo scelse di trasgredirlo. Dio non ha mai voluto essere il Dio di un burattino, o di un robot, ma ha voluto essere il Dio di un essere libero, libero – eventualmente – anche di rifiutarlo: e per questo almeno un comando, una regola, era necessaria. E l’uomo di questa regola, di questa libertà, fece l’uso peggiore, la scelta peggiore: si ribellò a Dio. Questo racconto – in una forma letterariamente molto elevata – lo puoi trovare nei primi capitoli del primo libro della Bibbia, se ne possiedi una: la Genesi. Da quel giorno l’uomo si è reso conto di essere debole, piccolo, e ha conosciuto il peccato – cioè la tristezza di un cuore dominato dalla ribellione contro Dio e le sue conseguenze – e la morte. Un’altra cosa che possiamo dire con certezza assoluta di te, e su cui anche tu non potrai non essere d’accordo, che tu creda in Dio o no, e indipendentemente da quale sia il Dio in cui credi, è che un giorno morrai. E che non hai la più pallida idea di cosa ci sia – ammesso che ci sia qualcosa – dopo la morte, e che questo ti terrorizza. Magari non ci pensi, ma se ci pensi hai una fifa nera. Sbagliamo? Anche questo ha avuto origine quel giorno. “Nel giorno che mangerai di quel frutto, per certo tu morrai” (Gen. 2:16 – 17). Quel giorno, caro amico, in qualche modo non è ancora finito, perché ancora oggi l’uomo continua a ribellarsi al Suo creatore, e ancora oggi – e oggi forse più che mai – la morte è una realtà con cui tutti dobbiamo fare i conti. Ma sapevi che lo stesso Dio che pronunciò quelle parole (e possiamo ben vedere quanto si sono rivelate vere!), ha anche pronunciato parole di vita eterna, eternità, e felicità senza fine? Tanto che – giustamente, a nostro avviso – un cristiano vissuto più di mille anni fa definì quella di Adamo una “felix culpa”, una colpa felice, perché da una tale colpa Dio ha saputo trarre per l’umanità – e anche per te, se vuoi – dei benefici enormemente più grandi di quelli che aveva garantito ad Adamo? E non le ha pronunciate dall’alto del Suo trono, nei cieli, ma è venuto su questa terra, si è fatto uomo come noi e per 33 anni ha camminato fra noi. Quest’uomo è Gesù di Nazareth. L’unico uomo al mondo di cui la storia attesti, che è morto, e poi è tornato in vita. Quando nacque la chiesa Cristiana, nel primo secolo d.C., davanti alle folle che si convertivano ad una fede nuova e impopolare, avversata dalle autorità sia Romane che Ebraiche, i molti e potenti nemici di questa fede dissero tante cose – quasi sicuramente false – sui Cristiani e sul loro Messia, ma la sola cosa che avrebbe potuto realmente far crollare sul nascere questo enorme movimento di massa, era talmente un’enormità, talmente noto che sarebbe stata una menzogna, che nessuno potè neppure provare a dirla: nessuno, neppure tra i più fieri oppositori del Cristianesimo potè mai dire, e neppure si azzardò mai a dirlo, in quegli anni, che la tomba di Gesù non era vuota o che Gesù non era stato davvero visto vivo. Sarà una tua scelta se credere in Cristo oppure no, ma se non credi in Lui, la tomba vuota e la sua resurrezione resterà per te un grande, inspiegabile mistero. Ebbene proprio Lui un giorno disse: “Io sono la Resurrezione e la Vita. Chi crede in Me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai”. Tu non sai cosa c’è dopo questa vita, e neppure noi lo sappiamo per esperienza diretta, ma Gesù Cristo sì, e Lui ci ha fatto questa grande promessa: che se crediamo in Lui, anche se dovremo morire, in realtà vivremo per sempre insieme a Lui (questo lo ha esplicitato poche pagine dopo). Forse fino ad oggi hai pensato che la vita eterna con Gesù – quello che popolarmente si definisce il “paradiso” – sia qualche cosa da guadagnarsi, da meritarsi con non poca fatica, una vita il più possibile esemplare, l’osservanza dei precetti della tua religione, qualunque essa sia, e naturalmente tanta fede… Di tutti questi elementi in realtà ne serve solo uno: la fede. Questa sì è indispensabile, e se manca questa né le tue opere più meritorie né tutti i riti e le pratiche della tua religione potranno sostituirla e cambiare la tua vita. Cosa vuol dire fede? O in chi, in cosa avere fede? Gesù è morto sulla croce. Ti sei mai chiesto perché? Non solo perché era troppo buono, né per lasciarci un esempio. Egli è stato – ed è – l’”agnello di Dio che toglie (o – secondo altre traduzioni – prende sopra di sé) i peccati del mondo” (Gv. 1,35): per 1000 anni circa Dio aveva abituato gli uomini a questa figura: ogni volta che qualcuno si macchiava di una colpa, i sacerdoti invece di punire il colpevole con la morte, uccidevano un agnello. Ma per i peccati degli uomini – o se è per quello anche solo per i miei peccati, o i tuoi – tutti gli agnelli del mondo non basterebbero. Gesù è stato il solo vero agnello, che, quando è morto sulla croce, ha pagato lui al posto di ogni altro singolo uomo: al posto mio, e anche al posto tuo. Su quella croce avremmo dovuto esserci io e te, e non per un’ora, ma per l’eternità; invece ci andò lui. E lo ha fatto solo per una ragione: perché ci ama. Ama te, e ama me... Ma ancora oggi, come all’inizio della storia, Dio non vuole dei robot, ma degli esseri liberi. Non ci chiede nulla, se non una cosa: riconoscere che questa è proprio la nostra condizione, che siamo malvagi e infelici e abbiamo un disperato bisogno di qualcuno che ci liberi da questa situazione, e accettare in Gesù Cristo Colui che ci ha liberati e salvati. Puoi farlo anche subito. Chiudi gli occhi, dimentica per un attimo questo sito, il computer, ciò che ti sta intorno; pensa solo a Gesù, e digli quali sono i tuoi problemi ora; digli anche che riconosci di essere un uomo malvagio e cattivo, e che meriteresti di passare all’inferno l’eternità; chiedigli di perdonarti, e accetta il regalo che Lui ti vuole fare della vita Eterna e della felicità con Lui; digli proprio: “Gesù, io questo regalo lo accetto, grazie di avermelo fatto”, o qualche cosa di simile. Ti garantiamo che diventerai un’altra persona, la tua vita cambierà, e da quel momento saprai – come noi sappiamo – che in qualsiasi momento Dio ti chiami, sia ora o sia fra 50 anni o più, andrai a passare l’eternità con Lui, senza neppure passare attraverso quel giudizio che una tradizione popolare – e non corretta – vorrebbe debba toccare a tutti gli esseri umani; ma non una tradizione, bensì le straordinarie parole di Gesù saranno la Tua sicurezza, ed Egli promise anche: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Gv. 5:24) Hai fatto questo passo? In questo caso siamo felici che sei diventato figlio di Dio e nostro fratello in Cristo e ci rallegriamo con te e insieme agli angeli del cielo per questa tua scelta. Se vuoi, sentiti libero di contattarci e saremo felici di incontrarti o di indirizzarti la più vicina comunità di persone che hanno fatto lo stesso passo e con cui potrai, se lo desideri, condividere la medesima fede e il medesimo cammino di vita Cristiana. Ti abbracciamo nel nome del Signore Gesù. |
Chi sei tu